Suonare il paese prima che cada

Suonare il paese prima che cada
Musica dagli anni zero

E’ il libro che sogna di leggere chi si lascia esageratamente entusiasmare dalla musica indipendente italiana.
Mi arriva come regalo da parte dell’amico G. che come al solito ha colto nel segno.
Lo leggo mentre, sdraiato sul lettino davanti ad un limpidissimo mare greco, sbevacchio una eccezionale granita alla fragola;  è  una granita gigantesca  fatta di frutta , la trovo diversissima da quelle sciroppo e ghiaccio che mi sono abituato a bere nei consueti bar della pianura padana.
Dentro al libro ci ritrovo tutta la mia playlist in forma scritta:  Baustelle, Dente,  3 Allegri Ragazzi morti, Vasco Brondi, Gabrielli, Offlaga, Teatro degli Orrori e tanti altri.
Parlano per racconti, ognuno mantenendo lo stesso approccio delle loro canzoni; lo scanzonato Dente sembra quasi essere arrivato al successo per caso, Brondi racconta pezzi di vita altalenando narrazione a metafore, Bianconi ricorda la nascita dei Baustelle e dal legame con Montepulciano.
Sono tutti lì, raccolti sapientemente in un unico libro, un concentrato di cantautorato indipendente italiano.
Un  succo denso e fresco, proprio come la mia granita.
Assaporo i racconti a piccoli sorsi, ognuno ha la sua storia da raccontare, ognuno è  un importante pezzetto di  musica alternativa in Italia dopo l’anno zero,  proprio durante il periodo nel quale la musica non si vende e tutto si può scaricare gratuitamente.
In un contesto catastrofico questi cantanti fanno nascere qualcosa di nuovo: è un’arte vera che arriva “dal basso” cono pochi mezzi, tanta fatica e infinta passione.
Possono apparire come tante piccolissime realtà, ma insieme creano un nucleo di nuovi artisti da centinaia di concerti l’anno che, con una forza immane, mettono le basi per il cantautorato italiano del futuro.
Tra le righe del libro ci fanno respirare aria nuova e vi garantisco che l’aria che arriva dai furgoni sgangherati con centinaia di migliaia di chilometri addosso, appare subito più pulita di quella che radio e grandi distribuzioni tendono a propinarci.
E proprio mentre le major crollano, nuove etichette indipendenti fioriscono, come ad esempio “La Tempesta dischi” che con pochissimi soldi fa uscire album di grandissimo spessore firmati “Moltheni”, “Il Teatro degli orrori” e “Le luci della centrale elettrica”.
Finisco la mia granita ed il libro; mi sento soddisfatto, per chi ama questi artisti, consiglio questa bella lettura rinfrescante in attesa delle nuove uscite discografiche di settembre.