Baustelle – Monumentali

BAUSTELLE – MONUMENTALI

I fuoriclasse della musica italiana sono arrivati con un tour teatrale di altissimo livello vincendo ogni mia perplessità.
Il “Fantasma Tour” ha fatto tappa in una Bologna sold out ed io in prima fila non sono riuscito a trattenere l’emozione davanti all’immensa grandezza dei Baustelle.
Sono loro la dimostrazione assoluta e tangibile di come è possibile conciliare tradizione e innovazione nella musica italiana.
“Fantasma” è un lavoro difficile: un concept album cantautorale sospeso tra la vita e la morte, tra le sonorità di Modugno e le ballate di De Andrè, tra i suoni western di Morricone e le colonne sonore dei film horror italiani anni ’80.
Francesco Bianconi come un timido chansonnier si aggira sul palco emotivamente  coinvolto :  i suoi testi profondi si confondono tra il classico e il leggero, tra la chitarra elettrica e lo xilofono.
La raffinatezza di una musica d’altri tempi accompagna la voce inconfondibile di Rachele Bastrenghi mentre il timbro di Bianconi si impasta con le note di basso.
“Monumentale” è una delle tracce più belle: un viaggio tra i respiri dell’arte attraverso l’amore, la morte  e l’eternità delle tombe del cimitero monumentale.
“Il Futuro” è un capolavoro di stile, ti abbandoni alla musica e ad alle parole mentre nel video scorrono le immagini ultraterrene di Melancholia , senza dubbio il più bel film di Las von Trier.
Bianconi canta “Diorama” mentre i brividi mi scuotono e mi confermano che è il più bel concerto dei “Baustelle” al quale abbia mai assistito.
Saranno le meravigliose canzoni di “Fantasma”, sarà l’atmosfera intima del teatro, ma ho l’impressione che in Italia nessuno riesca a far musica a questi livelli.
Sulle parole de  “Il finale”, la canzone che preferisco dell’album, il pubblico si scioglie e l’ambiente si scalda; la standing ovation finale sorprende anche i Baustelle che visibilmente commossi si inchinano ad un EuropAuditorium gremito in ogni ordine di posti.
Esco soddisfatto dal teatro pensando allo spettacolo, poi mi sento colpire al tallone da dietro , mi volto e mi trovo davanti Vasco Brondi (alias le Luci della Centrale Elettrica) che al telefono sta raccontando a voce alta il suo entusiasmo per il bel concerto, più indie di così!!!!

“Noi non ci lasceremo mai e anche se fosse sarà il tempo non sarà l’eternità” – Baustelle